ZANARDELLI IN BASILICATA 1902

Zanardelli in Basilicata
17/29 Settembre 1902

Tratti storici della visita
Il viaggio di Zanardelli in Basilicata ha di fatto segnato l’inizio della resa d’atto della questione meridionale con un approccio teso alla risoluzione dei problemi, diversamente da quanto era accaduto dopo il 1860. L’unità nazionale era stata per la Basilicata uno choc terribile, provocato dal fatto che mentre il mondo andava avanti, la nostra regione era rimasta molti secoli indietro, praticamente ancora ferma al feudalesimo. Una terra senza strade dalla quale prima del 1860 era anche difficile andare via; ed infatti la apertura al mondo portò, negli ultimi decenni del XIX secolo, ad un fenomeno migratorio pesantissimo. Del resto era estremamente difficile che dalla politica venisse prestata attenzione ad una misera ed emarginata regione del Sud. Tuttavia, con l’ascesa alla presidenza del consiglio dei ministri da parte di Giuseppe Zanardelli, bresciano risorgimentale esponente della sinistra storica, la capacità di incidenza della classe politica lucana, con un prestigio aggiuntivo derivante dalla insurrezione del 1860 e rappresentata in primis da Pietro Lacava (giovane segretario del comitato insurrezionale lucano e poi politico di lungo corso, più volte ministro e parlamentare ininterrottamente dal 1868 al 1912, anno della sua morte) i tempi divennero maturi.

Cronologia di una visita storica
La visita di Zanardelli in Basilicata venne decisa nella seduta parlamentare del 20 Giugno 1902, nella quale era in discussione il programma del Lavori Pubblici. La sollecitazione venne dagli onorevoli Lacava e Torraca, esponenti della maggioranza parlamentare, ma raccoglieva anche il punto di vista dell’on, Ciccotti, dell’opposizione. Il viaggio venne quindi programmato nel periodo compreso fra il 17 ed il 27 settembre 1902, ma in effetti durò due giorni in più.

La cronologia effettiva divenne la seguente:

• 17 Settembre Arrivo in treno a Lagonegro alle ore 17,00 ricevuto dal Sindaco Pesce ; il 18 Settembre sempre a Lagonegro, ricevette chiunque volesse farlo.

• 18 Settembre – Primo Pomeriggio – Partenza in carrozza per Montesano, incontro con il Sindaco e ripartenza per Moliterno, con arrivo in serata. Qui venne ricevuto dall’on. Lovito e dal Sindaco. E’ rimasto nelle cronache il saluto di quest’ultimo “…. a nome degli ottomila moliternesi, di cui tremila in America e cinquemila che si apprestano a seguirli…”.
A Moliterno Zanardelli incontrò fra l’altro Lichinchi, Presidente della Deputazione Provinciale.

• 19 Settembre Ore 13 – Partenza in carrozza da Moliterno per Corleto Perticara, luogo di nascita e sede del collegio elettorale di Pietro Lacava ; l’ospite viene ricevuto ed ospitato nel sontuoso (per l’epoca) palazzo Lacava ; l’insurrezione lucana del 1860, che aveva visto Corleto quale centro principale, viene qui rievocata da uno dei principali protagonisti della vicenda, Carmine Senise.

• Il 20 Settembre le delegazioni comunali di Corleto e del Circondario, ricevute dal capo del governo, espongono la loro misera condizione in cui versavano, circostanza della quale peraltro Zanardelli si era reso conto durante il tragitto.

• 21 Settembre – Partenza in carrozza da Corleto con meta Stigliano ; lungo il tragitto viene inaugurato un tratto carrozzabile da Acinello alla provinciale per Stigliano ; la casa cantoniera a metà tragitto (in loc “Scorciabuoi”) è stata intitolata a Zanardelli. Per una breve visita a Gorgoglione (4 km circa di deviazione) il mezzo di trasporto è un carro trainato da buoi; per l’occasione viene segnalata la necessità di una strada attraverso Gorgoglione e Cirigliano.

• 21 Settembre – Arrivo a Stigliano , con ospitalità nella casa del barone Formica e nel palazzo Basile ; a Stigliano vennero ricevute le delegazioni di Accettura e San Mauro Forte; fu posto l’accento sulla situazione di precaria stabilità dell’abitato, minacciato da frane, e vennero fatte troppe richieste, tant’è che Lacava tagliò corto dicendogli « Nel tuo viaggio hai promesso di guardare, e dove parlano le cose ogni voce deve essere muta, Una cosa qui non è muta . L’affetto spontaneo».

• 22 Settembre – Partenza da Stigliano con destinazione Montalbano J. L’on. Materi assume il compito di guida, fin qui assolto dall’on. Pietro Lacava; sosta per il pranzo a Craco, dove vennero mostrate le conseguenze dell’ultima frana: arrivo a Montalbano alle 16,30 con ospitalità nel palazzo del Barone Federici; qui venne ricordato il Montalbanese Francesco Lomonaco epigono degli eventi del 1799 e qui vennero ricevute le delegazioni dei comuni vicini. Importante fu il discorso tenuto dall’on. Michele Torraca. Fra le altre richieste avanzate, quella della ferrovia Grumo – Matera – Ferrandina – Padula. Le cronache dell’epoca ricordano il tragitto in terre malariche e poverissime e la cronaca recente ci dice che Craco è franata e disabitata.

• 23 Settembre – Ore 10 Partenza da Montalbano per Policoro; attraversamento dell’Agri su un carro tirato da bufali (le cui foto sono l’iconografia più conosciuta del viaggio). Sosta a Policoro nel palazzo del barone Padula con colazione e ricevimento delle delegazioni dei paesi vicini (Sant’Arcangelo, Rotondella, Colobraro, Tursi, Nova Siri, Noepoli e San Giorgio Lucano. 

23 Settembre Ore 15,30 Partenza in treno per Taranto ; alle ore 20 banchetto presso la sede comunale e successivo ricevimento con visita di rappresentanza all’ammiragliato.

• 24 Settembre – Ore 11 partenza in treno da Taranto per Altamura. Sosta a Gioia del Colle per ricevere circa 50 sindaci, Ore 12,10 ripartenza per Santeramo ed arrivo ad Altamura alle ore 13,00. Quivi vennero ricordati gli eventi del 1799. Colazione con ricevimento e partenza in carrozza per Matera, con arrivo alle ore 19,30. L’ospitalità a Matera fu organizzata nel proprio palazzo dal conte Giuseppe Gattini; a Matera ci furono contestazioni di una certa rilevanza.

• 25 Settembre Visita di Matera (in particolare al liceo Duni) ricevimento di delegazioni varie presso il Comune, manifestazioni e visite ufficiali; in particolare vennero consegnati dei memorandum sullo stato dei Sassi, di cui almeno uno non ufficiale, crudamente realistico. Si ricorda anche, durante il banchetto serale, l’irruzione imprevista di alcune persone miseramente vestite, per lo più donne, che imploravano grazia per i loro congiunti arrestati in seguito ai disordini del giorno prima.

• 26 Settembre – Ore 7 partenza per Altamura e Venosa, sotto una pioggia battente. Prima sosta a Spinazzola e poi a Palazzo San Gervasio (dove si ricordano cartelli di contestazione molto crudi). Arrivo alla stazione di Venosa alle 11,40. In carrozza fino alla città, accompagnato da Giustino Fortunato e poi al Municipio. Ripartenza per Melfi con arrivo alle 18. Qui tenne un discorso Giustino Fortunato e vennero ricevute alcune delegazioni, mentre Zanardelli nella sua risposta ricordò Orazio. Ripartenza per Rionero con arrivo alle 22 ed ospitalità al palazzo Fortunato.

• 27 Settembre – Rionero Una passeggiata nella cittadina ed una lunga serie di ricevimenti segnarono questa giornata.

• 28 Settembre – Domenica – Rionero – Per Zanardelli, ospite di Giustino Fortunato, una giornata di riposo e di riflessione su tutto quanto aveva visto, in preparazione del discorso conclusivo a Potenza.

• 29 Settembre – Ore 7,45 partenza in treno da Rionero per Potenza; si ricorda il lungo corteo dalla stazione a via Pretoria, ma si ricorda anche come intorno alle ore 15, sfuggendo al protocollo, Zanardelli si infilasse in qualche «sottano» popolare per dialogare direttamente con la gente, sia pure con le difficoltà di comprensione di chi parlava solo il proprio dialetto.

• 29 Settembre – Potenza Ore 20 – Incontro conclusivo presso il teatro Stabile. Dopo gli interventi del Sindaco di Potenza, di Lichinchi. di Branca e del sindaco di Montemurro (scelto in rappresentanza dei comuni di Basilicata presumibilmente in omaggio alla figura di Giacinto Albini) il discorso di Zanardelli fu onesto e responsabile; l’analfabetismo regionale registrato nel censimento del 1901 era al 79%, emigravano 8.000/9.000 lucani all’anno, c’era in Basilicata un solo ospedale, le visite di leva registravano una bassa statura media attribuibile ad alimentazione inadeguata. A ciò seguirono comunque una serie di proposte di intervento, e tuttavia una delle frasi significative fu «Piuttosto che espormi a promettere e non eseguire, vorrei eseguire il non promesso».

• 30 Settembre – Ore 9,45 partenza dalla prefettura di Potenza – ore 10 partenza in treno con sosta nelle stazioni di Picerno, Baragiano e Bella Muro dove si ricorda il saluto dell’on. Grippo; arrivo a Napoli alle 14,24; ripartenza alle 15,25 ed arrivo a Roma alle 20,30.

Senza voler entrare nel merito delle ricostruzioni analitiche degli effetti della visita di Zanardelli, vogliamo solo qui ricordarne alcuni elementi che hanno avuto forte influenza nella enorme risonanza che essa ebbe.

  • Fu una visita caratterizzata da una forte idealità politica; i protagonisti, soprattutto Zanardelli e Lacava, avevano partecipato da protagonisti al Risorgimento Italiano, con simpatia e legami con Garibaldi ed erano entrambi esponenti di spicco della sinistra storica; la visita quindi assumeva anche un carattere di riconciliazione con la Basilicata e con il Sud per le vicende post-unitarie. Non a caso nel corso della visita furono ricordati il 1860 e Giacinto Albini a Corleto , Pietro Lomonaco a Montalbano, il 1799 ad Andria. Non a caso anni prima Zanardelli si era recato a Brienza all’inaugurazione del monumento a Mario Pagano.

E forse fu nel discorso conclusivo di Potenza che emerse in nuce il concetto di una Basilicata «regione diversa» del Sud.

  • Fu una visita caratterizzata dal disinteresse personale per la politica dei protagonisti; Zanardelli aveva 76 anni e lo stesso Lacava 67.
  • Fu una visita cui seguirono i fatti, magari non nella misura che sarebbe stata necessaria, ma certamente importanti per chi era stato sempre negletto.

Fra questi voglio ricordarne uno altamente simbolico oltre che pratico; il tragitto del viaggio compiuto in carrozza per mancanza di strade, da Montesano a Policoro passando per Moliterno, Corleto, Stigliano e Montalbano, nel giro di pochi anni divenne la strada Sapri Ionio, poi conosciuta come SS 103, che fino agli anni ‘70 è stato uno dei principali assi di collegamento Tirreno Ionio.

E non è quindi certamente per caso se percorrendo i comuni della Basilicata troverete sempre una via Zanardelli.

Oppure se, nella piazza di Gorgoglione (Mt), campeggia una lapide ricordo emblematica « A Zanardelli, che promise e mantenne».

L’unico monumento esistente a Potenza e posto in un luogo pubblico è stato finora il busto dedicato a Giuseppe Zanardelli in Piazza XVIII Agosto.

D’ora in avanti un secondo elemento concreto, il graffito posto in via Pretoria presso Portasalza dal Lions Club Potenza Pretoria, ricorda a tutti un importante momento della nostra storia.

Rocco D'Amato
Autore del testo

Rocco M. D’Amato, nato a Corleto Perticara (Pz) nel 1952, ingegnere libero professionista dal 1979. Socio del Lions Club Potenza Pretoria dal 2001. Melvin Jones fellow 2008. Vive ed opera in Basilicata, soprattutto nelle zone della Val d’Agri e del Potentino. Profondo conoscitore di storia e cultura del territorio, impegnato nel settore delle associazioni di volontariato per valorizzazione e recupero dei centri storici e delle peculiarità territoriali di Basilicata. Professionalmente ha legato il suo nome a varie importanti opere infrastrutturali e documenti di programmazione territoriale. Sposato con Filomena, ha due figli, Pasquale, ingegnere, ed Eugenio, chimico; entrambi vivono e lavorano in Basilicata.

Contatti: ingdamato@virgilio.it